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Maxicedola del 14% con i titani del mondo chip

Il certificato d'investimento ISIN DE000VM2APY2 di Vontobel investe su AMD, Infineon e STM, e paga ad ottobre una maxicedola del 14% del valore nominale. Poi barriera al 50% per premi e a scadenza.

Autore: Carola Taglianetti
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Dalla tecnologia di uso comune all’intelligenza artificiale, i microchip rappresentano il “cervello” di una vasta quantità di oggetti e dispositivi. Forse non comprendiamo completamente il loro funzionamento, ma viviamo immersi in essi, e senza di essi, molte delle nostre attività quotidiane sarebbero inimmaginabili.

La capacità di produrre semiconduttori all'avanguardia è una risorsa strategica di importanza fondamentale, ecco perchè l'industria di questi piccoli processori è uno dei principali fronti di scontro tra Cina e Stati Uniti nella competizione per l'egemonia mondiale.

Per investire su questo settore in continuo sviluppo, in evidenza il certificato di Vontobel ISIN DE000VM2APY2 che replica il paniere composto da AMD, Infineon e STM. Ad ottobre il prodotto pagherà un maxipremio del 14% del valore nominale condizionato ad un livello barriera molto profondo posto al 10% dello strike; quindi, per incassare il maxipremio i tre titoli possono perdere fino al 90% dai loro livelli iniziali. Il prodotto successivamente staccherà premi mensili dello 0,32% condizionati ad un livello barriera posto al 50% dello strike. Stesso livello barriera per il rimborso a scadenza del capitale. Durata 3 anni e possibilità di scadenza anticipata da giugno 2024.

Prima di approfondire le caratteristiche di questo prodotto, come sempre vediamo di contestualizzarlo.

Investire sul settore dei semiconduttori

Il settore dei chip è in continua crescita. Secondo le stime diffuse da Fortune Business Insight, il mercato globale dei semiconduttori ha toccato i 575 miliardi di dollari a fine 2021, ma con un tasso medio annuo del +12% è atteso sfiorare 1,4 trilioni di dollari entro il 2029.

La costante crescita di questa industria può essere attribuita alla vasta gamma di prodotti che utilizzano i semiconduttori. Questi componenti sono essenziali nell'elettronica di consumo e nel settore automobilistico, spaziando dai dispositivi smartphone ai computer, dalle automobili e ai data center, dalle smart TV agli elettrodomestici avanzati. Essi, però, riguardano anche le tecnologie più avanzate e sono alla base del funzionamento dell’intelligenza artificiale.

Infine, non va dimenticato il loro ruolo cruciale nel campo della difesa e nell'industria militare, supportando applicazioni come satelliti, lanciarazzi, droni, veicoli a guida autonoma, artiglieria pesante, aviazione e navi militari.

Attualmente, il 90% della produzione mondiale dei microchip più avanzati ha sede a Taiwan. Tuttavia, Europa, Cina e Stati Uniti stanno facendo il possibile per competere in questa corsa all'egemonia mondiale.

L'Unione europea ha introdotto il Chips Act, un piano da 43 miliardi di euro, mirato a potenziare e sostenere la produzione locale di semiconduttori per ridurre la dipendenza dall'estero e aumentare l'autosufficienza. Tuttavia, secondo Chris Miller, autore di "Chip War," è improbabile che l'Europa possa raggiungere la piena autonomia industriale nella produzione di semiconduttori, dato che le catene di fornitura sono ormai globali e altamente interconnesse.

Bruxelles vuole raggiungere una quota di produzione dei semiconduttori a livello mondiale non inferiore al 20%, il doppio di quella attuale, entro il 2030. Un obiettivo raggiungibile solo se ci sarà il pieno sostegno delle aziende leader, delle istituzioni europee e delle principali economie dell’Unione.

Se l'Unione Europea desiderasse guadagnarsi una posizione di spicco in questo settore, dovrebbe focalizzarsi non solo sulla piena sovranità tecnologica e produttiva, ma soprattutto sulla qualità dei progetti e sul potenziamento delle industrie manifatturiere ad alta intensità di ricerca, innovazione e sviluppo. Questo rappresenta il suo autentico punto di forza storico a livello globale.

La Cina sta perseguendo l'obiettivo di autosufficienza con il piano "made in China 2025," ma nonostante gli ingenti investimenti, non ha ancora raggiunto questo obiettivo. La Cina continua a dipendere da Taiwan per il 30% dei microchip utilizzati in una vasta gamma di settori, compreso quello militare.

Allo stesso tempo, Taiwan rappresenta un alleato vitale per gli Stati Uniti, che stanno cercando di ridurre la loro dipendenza dalla Cina, in particolare nel settore dei chip. Il governo degli Stati Uniti ha introdotto il "Chips Act" nell'agosto 2022, stanziando 39 miliardi di dollari in incentivi per la ricerca tecnologica, con restrizioni che impediscono alle aziende di investire in paesi considerati una minaccia per la sicurezza nazionale, principalmente la Cina.

Il quadro è chiaro, tutti i Paesi si stanno impegnando in investimenti pubblici nel settore dei microchip con l'obiettivo di ridurre la loro interdipendenza tecnologica reciproca. Tuttavia, la produzione di chip ad alta potenza è così complessa e intensiva in termini di risorse che diventa estremamente difficile per qualsiasi nazione costruire un sistema produttivo completamente autosufficiente. La catena di produzione è veramente globale nel senso più ampio del termine.

La sfida nel settore dei chip influenzerà il destino di molte nazioni con un alto livello di sviluppo tecnologico, ma anche esposte a significative incertezze geopolitiche. Taiwan è un esempio lampante, ma lo stesso vale per attori chiave come l'Europa, che rischia di essere schiacciata in una competizione sempre più intensa tra Cina e Stati Uniti.

Dato questo contesto, per il futuro è prevista molta volatilità sul settore; quindi, il nostro suggerimento è quello di muoversi con prudenza e scegliere le migliori soluzioni di investimento per proteggere il capitale a scadenza e soprattutto farlo fruttare. Uno strumento, che combina le esigenze di protezione e profitto, è il certificato d’investimento codice ISIN DE000VM2APY2 emesso da Vontobel che punta su tre big del settore: STM, AMD e Infineon.

Quale strumento d’investimento scegliere?

Il nuovo Maxi Cash Collect Certificate ISIN DE000VM2APY2 firmato Vontobel punta su tre big del settore: AMD, STM e Infineon.

A livello borsistico i tre titoli da inizio anno registrano performance in territorio positivo, quella più ampia è quella di AMD con un +56%, seguita da STM +21,82% e Infineon con +8,44%.

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Il paniere composto dai tre titoli presenta una matrice di correlazione mista, ciò significa che durante la vita del prodotto i tre titoli possono prendere strade differenti. Il titolo più volatile a 3 mesi è AMD.

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 Al momento è positivo anche il consensus su Bloomberg, come riportato dalla tabella (aggiornata 19 settembre 2023), che mostra come gli analisti sono sostanzialmente buy su tutti i titoli sottostanti.

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Dopo aver analizzato il basket, focalizziamo l’attenzione sul prodotto evidenziandone struttura e caratteristiche. I certificati d’investimento possono offrire un buon rendimento eliminando i problemi di timing tipici dell’investimento sui singoli sottostanti e limitare l’impatto di eventuale volatilità sul settore nel portafoglio, grazie alla protezione condizionata del capitale a scadenza.

Maxipremio

Punto di forza è il Maxipremio pari al 14% del valore nominale condizionato ad un livello barriera molto profondo posto al 10% dello strike, questo significa che per incassare il maxipremio i titoli sottostanti possono perdere fino al 90% dallo strike. Il maxipremio può dare la possibilità all’investitore di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio.

Premi mensili condizionati

A partire dal 14 novembre 2023, il prodotto staccherà premi mensili condizionati pari a 0,32 euro se i sottostanti, nelle date di valutazione, non perderanno oltre il 50% dal livello iniziale (barriera al 50% dello strike). Se, in una data di osservazione dei premi mensili, uno dei sottostanti dovesse perdere oltre il 50% dallo strike, il premio non viene incassato, ma potrà essere recuperato grazie all’effetto memoria dei premi mensili condizionati.

Effetto memoria dei premi mensili condizionati

Tutti i premi mensili sono caratterizzati dall’effetto memoria, che permette all’investitore di incassare tutti i premi non precedentemente incassati qualora, in una data di osservazione dei premi trimestrali, tutti i sottostanti si trovino sopra il livello barriera pari al 50% del livello iniziale.

Rimborso anticipato mensile

Il certificate gode della possibilità di rimborso anticipato che sarà attivo da giugno 2024, e che scatterà se i tre sottostanti si riporteranno, nelle date di valutazione mensili, ad un valore superiore a quello iniziale. Da dicembre 2024 cambia leggermente il meccanismo perché per far scattare il rimborso anticipato le quotazioni dei sottostanti dovranno superare il 95% del Valore iniziale e così via. Ogni semestre il livello di autocall scenderà del 5% fino a raggiungere l’80% dell’ultima data di valutazione di agosto 2026. Se la condizione, nelle date di autocall mensili, non sarà soddisfatta, il prodotto continuerà a quotare fino alla scadenza naturale fissata il 14 settembre 2026.

Rimborso a scadenza

Se il certificate non scade anticipatamente, alla data di valutazione finale l’investitore riceverà 100 euro più il premio relativo al mese in corso e i premi precedentemente incassati.

Se il prezzo di anche solo un sottostante, alla data di valutazione finale, si troverà sotto al suo livello di barriera (50%), l’investitore riceverà un pagamento uguale alla performance del peggior sottostante rispetto al livello iniziale.

Qui di seguito i riferimenti e le distanze aggiornate.

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Al momento il certificato quota sotto alla pari e potrebbe offrire un rendimento potenziale medio annuo del 8,86%, al lordo delle imposte. Inoltre, se alla data di osservazione del premio nel mese di giugno 2024 tutti i sottostanti supereranno il livello iniziale, il prodotto potrebbe scadere in via anticipata offrendo un rendimento di circa il 20%, al lordo delle imposte.


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