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Nuovo Fast su indici di UniCredit: 9,12% annuo e Autocall dal 3° mese

Nuovo Fast Cash Collect su indici di UniCredit: 0,76% mensile con memoria (9,12% annuo) con barriere ampie al 60%. Durata di 3 anni ma Autocall dal 3° mese con trigger decrescente

Autore: Giulio Visigalli
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I mercati globali corrono, ma il rischio di una correzione non è affatto scomparso. In Europa i principali indici azionari sono sui massimi storici, mentre in America il comparto tecnologico, nonostante i timori sulle sue alte valutazioni, continua a trainare il rally.

Insomma, un contesto in cui le opportunità non mancano ma la vera domanda è: come cavalcare questa fase senza esporsi troppo ai rischi di un ritorno della volatilità?

La risposta è il nuovo Fast Cash Collect di UniCredit con ISIN DE000UN2FUN4, un certificato con focus su quattro indici efficienti e ideale per chi cerca un buon rendimento mensile con una solida protezione del capitale. Il prodotto paga una cedola mensile con memoria dello 0,76% (9,12% annuo), condizionate ad una barriera al 60%, una buona protezione visto che permette di sopportare un crollo fino al -40% degli indici coinvolti: Euro Stoxx Banks, Nasdaq 100, Nikkei 225 e S&P 500.

La durata è di tre anni ma come vedremo tra poco il certificato si caratterizza per prevedere la possibilità di essere richiamato anticipatamente già a partire dal terzo mese di vita. Prezzo attuale a 100 euro.

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Cedole mensili pari al 9,12% annuo e barriere al 60%

Il certificato di UniCredit con ISIN DE000UN2FUN4 è stato emesso sul mercato secondario di Borsa Italiana il 12 dicembre ed essendo un Fast Cash Collect si contraddistingue per prevedere la possibilità di essere rimborsato anticipatamente già dai primi mesi di vita, con il trigger autocall che non è fisso al 100% degli strike, ma decresce di mese in mese proprio per facilitare il richiamo anticipato dello strumento. Ed è proprio questa caratteristica tipica di questo payoff che tendenzialmente permette all'emittente di alzare l’asticella del rendimento rispetto ad un Cash Collect tradizionale, a parità di altre condizioni. 

Se il prodotto viene richiamato anticipatamente, l’unico rammarico per l’investitore sarà dover reinvestire il capitale; al contrario, se non scatterà l’autocall e l’operazione giunge a scadenza, il rendimento ottenuto sarà decisamente interessante.

Nel caso specifico dell'ISIN DE000UN2FUN4 il rendimento annuo è di oltre il 9% pagato tramite cedole mensili con memoria dello 0,76%, ovvero il 27,36% nei tre anni di vita. I premi ricordiamo che sono con effetto memoria, permettendo così all'investitore di recuperare in una successiva data di osservazione quelli eventualmente non pagati per il mancato rispetto della barriera al 60%.

Essendo un certificato, tutte le plusvalenze realizzate (cedole incassate + eventuale capital gain) sono considerabili come redditi diversi, un grosso vantaggio per l'investitore visto che permettono di compensare minusvalenze nello zainetto fiscale.

La prima data in cui sarà monitorato il rispetto della barriera premi al 60% per stabilire o meno il pagamento della cedola è prevista per il 14 gennaio (in pagamento il 22 gennaio). 

Calendario Cedole ISIN DE000UN2FUN4

Scadenza tra 3 anni, ma Autocall da marzo 2026 

La durata del certificato (ISIN DE000UN2FUN4) è di tre anni con scadenza il 21 dicembre 2028. Tuttavia, già a partire da marzo 2026 è possibile il richiamato anticipato del prodotto in modo automatico con trigger autocall decrescente dal 100% al 68% degli strike. Ciò significa che per far scattare l'autocall, tutti gli indici del basket dovranno avere un prezzo superiore al corrispondete livello di autocall. In tal caso, l'emittente rimborserà il valore nominale di 100 euro, più l'ultima cedola ed eventualmente quelle non pagate in precedenza grazie all'effetto memoria. 

Se il certificato non sarà richiamato anticipatamente, allora la barriera al 60% entrerà in gioco per il rimborso del valore nominale di 100 euro, che verrà interamente rimborsato a condizione che il peggiore dei sottostanti non evidenzierà un calo superiore al 40% dal suo valore iniziale.

Alla data di osservazione finale del 14 dicembre 2028 si potranno verificare due scenari:

  • Se tutti e quattro i sottostanti quoteranno sopra la rispettiva barriera, o allo stesso livello, il certificate verrà rimborsato al valore d’emissione di 100 euro. L’investitore riceverà l’ultima cedola dello 0,76% e l’investimento si chiuderà con pieno successo.
     
  • Se invece alla scadenza finale anche solo uno dei sottostanti dovesse quotare sotto la barriera, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Se ipotizziamo che il titolo peggiore accusi un ribasso del 60% dal valore iniziale: il certificate verrà rimborsato a 40 euro (40% del valore iniziale).

Un basket solido e ben bilanciato 

Il basket (ISIN DE000UN2FUN4) è composto da quattro indici chiave che rappresentano settori e aree geografiche strategiche: banche europee (ESTX Banks), mercato USA (S&P 500 e NASDAQ 100) e Giappone (Nikkei 225). Questa diversificazione geografica e settoriale riduce il rischio di concentrazione e offre un profilo difensivo, ulteriormente rafforzato dalla barriera al 60%.

Dal punto di vista della correlazione, i dati di Bloomberg mostrano un equilibrio interessante: le correlazioni tra gli indici oscillano tra 0,48 e 0,56 (eccetto la forte relazione tra S&P 500 e NASDAQ 100, pari a 0,97), segnale di una buona diversificazione. Inoltre, la volatilità implicita a 3 mesi è moderata, con valori compresi tra 15% e 23%. Per capirci, l'indice MSCI World ha una volatilità implicita di 14,85%.

Correlazione e Volatilità

Euro Stoxx Banks – il termometro delle banche europee, protagoniste di una fase di consolidamento e utili robusti. L’indice Euro Stoxx Banks (SX7E) è salito di oltre il 70% da inizio anno, grazie alla solidità degli utili bancari e al consolidamento del settore. La volatilità è attualmente moderata (circa 22-23% su base annua). Questo rendimento eccezionale è alimentato da una combinazione di tassi in rialzo e una ripresa del credito nell’Eurozona, rendendo l’indice un indicatore chiave della robustezza finanziaria europea. 

Come vediamo dal grafico qui sotto, appare ben posizionata la barriera di protezione al 60% (linea rossa) visto che va a collocarsi sotto i minimi di aprile di quest'anno a quota 153,04 punti. Il prezzo di riferimento inziale è stato fissato a 255,07 punti. 

Grafico Banche europee

S&P 500 – l’indice delle 500 maggiori società USA, simbolo di diversificazione e resilienza. Lo S&P 500 ha messo a segno un +15% nel 2025, mostrando una sorprendente resilienza nonostante pressioni macroeconomiche come tensioni geopolitiche, tariffe e incertezza sui tassi. Un indice che, nonostante la forte presenza del tech, offre una diversificazione genuina e protezione contro shock settoriali.

L'indice ha fissato il prezzo strike a quota 6.901 punti, con la sua barriera al 60% che va dunque a posizionarsi a quota 4.140 punti, sui minimi di ottobre 2023.

Grafico S&P 500

Nasdaq 100 – il cuore dell’innovazione tecnologica, con i big del tech che continuano a trainare la crescita. Il Nasdaq 100 ha raggiunto nuovi record nel 2025, spinto dall’adozione dell’IA, dai guadagni dei semiconduttori e dal miglioramento delle relazioni USA–Cina. Gli ETF tech hanno registrato afflussi record, con 42% dei guadagni dell’indice attribuibili all’AI e ai semiconduttori. L’entusiasmo è palpabile, ma cresce anche una certa cautela rispetto a potenziali bolle, vista la concentrazione sul “Magnificent 7”. È, insomma, la quintessenza della tecnologia spinta all’estremo: grandi opportunità, ma con livelli di rischio elevati. 

Nel certificato ISIN DE000UN2FUN4 il prezzo di riferimento inziale per l'indice Nasdaq 100 è 25.686,69 punti, portando così la barriera al 60% a 15,412 punti.

Grafico Nasdaq100

Nikkei 225 – il Giappone torna sotto i riflettori, sostenuto da politiche monetarie accomodanti e riforme strutturali. Il Nikkei 225 ha superato i 46.000 punti, toccando nuovi massimi grazie alla combinazione di politiche monetarie ancora espansive, riforme sulla governance aziendale, svalutazione dello yen e flussi di capitale estero. Il rally è sostenuto da riforme strutturali, utili in crescita e sostegno tattico da parte del governo e della Banca del Giappone. Nonostante il rischio legato alla forza dello yen o a turbolenze globali, il Nikkei mantiene una traiettoria rialzista, evidenziando un Paese pronto a consolidare la propria rinascita economica.

Per il Nikkei 225 il prezzo strike è 50.148,8 punti, con la sua barriera al 60% a quota 30.089 punti.

Grafico Nikkei


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