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Più cedola, meno maturity: capitale protetto 100% per battere il BTP
Bnp Paribas lancia il certificato a capitale protetto 100% che aggiunge pick up al rendimento del BTP decennale. Paga 2,69% semestrale (5,38% annuo) con memoria. Maturity 8 anni vs i 10Y del BTP.

Visto il grande successo dei certificati a capitale protetto 100% sul rendimento del BTP italiano (SOITA 10Y Index), BNP Paribas propone una nuova emissione ISIN XS3266411548 a maturity di otto anni. In questo modo, l’emittente francese raggiunge un duplice obiettivo: ridurre sensibilmente la maturity portandola dai classici 10 anni del BTP a 8 anni e consolidare la sovraperformance rispetto al rendimento del decennale italiano. Un prodotto perfetto per tutti coloro che cercano soluzioni d’investimento a basso rischio e in grado di dare una over performance sul rendimento del governativo italiano, visto anche il recente calo dei tassi. Il tutto come sempre accompagnato dalla componente fiscale, non trascurabile, in quanto questi premi sono considerati reddito diverso, dunque validi alla compensazione fiscale.
Ma procediamo come sempre per gradi, analizzando la struttura del prodotto e il contesto di riferimento.
Il prodotto in breve:
- ISIN XS3266411548;
- Capitale protetto 100% a scadenza;
- Maturity 8 anni (20/02/2034);
- Sottostante: Solactive BTP 10 Annual Comp. Yield Index (Ticker Bloomberg: SOITA10Y Index). L’indice, come vedremo, replica fedelmente il tasso del BTP decennale Italiano;
- Cedola semestrale condizionata del 2,69% (5,38% annuo) con memoria;
- Trigger cedola 4%: se, nelle date di osservazione semestrali, il sottostante sarà uguale o inferiore al 4%, il prodotto pagherà la cedola del 2,69% lordo. Grazie alla memoria sarà possibile, fino a scadenza inclusa, ottenere eventuali cedole non pagate;
- Autocall a partire da febbraio 2027;
- Trigger autocall 3,1%: se, nelle date di osservazione semestrali, il tasso del sottostante sarà uguale o inferiore al 3,1%, il prodotto verrà rimborsato al 100% del nominale (100 euro a certificato), più la cedola del periodo ed eventuali cedole non pagate.
Contesto di riferimento: spread in calo, conti in ordine e stabilità politica
L’Italia sta vivendo una fase di mercato molto favorevole, lo vediamo sia dalle performance di Borsa che dai movimenti dei tassi. In questo momento, il Bel Paese è tra gli Stati europei favoriti dal mercato. L’ottima tenuta dei conti, sommata alla stabilità politica, ha portato lo spread sul Bund a dei livelli storicamente bassi, intorno ai 60 bp, grazie anche al plauso delle agenzie di rating, tra upgrade di rating e di outlook. In ogni caso una condizione particolarmente rosea se, ad esempio, consideriamo le difficoltà che stanno vivendo soprattutto Francia ed Inghilterra.
Quanto detto si traduce in tassi a lungo termine in calo e molto vicini al costo medio del nostro debito pari a circa il 3%. Questo, pertanto, consente al MEF di rifinanziare il debito anche su scadenze lunghe senza aumentarlo in modo significativo, migliorando così la sostenibilità del debito stesso e quindi anche la potenziale appetibilità agli occhi degli investitori. In prospettiva i tassi potrebbero permanere su livelli relativamente contenuti, in un contesto di crescita bassa e spinte inflattive molto contenute, a meno di eventi straordinari. Inoltre, anche in tema di Area Euro, per quanto riguarda la BCE, il mercato non prezza rialzi dei tassi nei mesi a venire visto il buon posizionamento della crescita, e soprattutto dell'inflazione, prevista raggiungere il benchmark del 2% nei prossimi anni.
Nel frattempo, i dazi trumpiani stanno avendo un impatto per ora limitato sulla crescita e potrebbero essere eventualmente ridimensionati se la corte suprema USA ne dovesse dichiarare la non validità in toto o in parte, oppure se il presidente stesso dovesse scegliere di abbassarli in vista delle elezioni di medio termine di questo autunno.
Il certificato che promette di pagare un pick up sul BTP decennale italiano
Se è chiaro il contesto, la logica del prodotto si spiega abbastanza da sola e il grafico sotto ci aiuta a capire bene l’idea sottostante al certificato. Come abbiamo detto, il prodotto paga la cedola semestrale, se il sottostante (SOITA10Y Index) non superala la soglia del 4%. Una soglia che negli ultimi dieci anni è stata infranta solo per un periodo limitato di un anno e che, come abbiamo detto sopra, dovrebbe essere un buon livello trigger. Infatti, il costo medio del nostro debito è vicino al 3%, rialzi eccessivi e prolungati darebbero problemi molto grossi all’economia italiana e non solo, costringendo poi interventi della banca centrale. Il fatto di avere osservazioni semestrali con memoria aiuta parecchio, infatti, anche pensando ad uno spike sopra tale livello come è stato nel 2023, il prodotto andrebbe a pagare tutte le cedole perse alla prima data di osservazione semestrale in cui il sottostante sarà tornato al di sotto della soglia trigger.
Molto interessante anche il livello di autocall. La soglia del 3,1% è molto vicina al livello attuale (BTP 10Y a 3,34%) e ricordiamo che la prima data utile di osservazione è l’11 febbraio 2027. Dunque, il primo anno di premi non è soggetto alla possibilità di rimborso ma solo al trigger cedola. Molto probabile, dunque, che a partire da febbraio 2027 il prodotto possa andare in autocall, nel giro di qualche anno. In tal caso, l’investitore si troverebbe davanti ad uno scenario a nostro avviso positivo. Avere un capitale protetto 100%, un pick up rispetto al BTP e una maturity molto corta. Anche il problema di doversi poi rifinanziare ad un tasso più basso in realtà sarebbe meno pressante del 2023, quando invece i tassi erano molto alti. Attualmente, infatti, il BTP mostra un tasso del 3,34%, contro un livello autocall al 3,1% e un premio annuo del certificato del 5,38%.
Parliamo allora di rendimento. Con un tasso cedolare del 5,38% annuo lordo, il prodotto ISIN XS3266411548 offre al momento un pick up sul tasso del BTP 10Y circa del 2,04% lordo (5,38% vs 3,34%), mentre al netto delle tasse, considerando la tassazione agevolata del BTP, intorno allo 1,06% annuo (3,98% vs 2,92%). Ricordiamo però che i redditi generati dal certificato sono redditi diversi, dunque, possono essere utilizzati per compensare minuvalenze presenti nello zainetto fiscale. In questo caso, il rendimento del certificato potrebbe essere tutto netto, dunque con un pick up fino a circa il 2,5% sul benchmark (perché il BTP verrebbe per forza di cose tassato).
Certificato sul rendimento del BTP 10Y: pick up sul benchmark e maturity più corta
Rivediamo allora con calma come funziona questo prodotto nei dettagli, anche se ormai dovrebbe essere molto chiaro.
Il certificato ISIN XS3266411548 di BNP Paribas è un capitale protetto 100% digital. Ovvero un prodotto che a scadenza paga (salvo evento di credito dell’emittente) il 100% del nominale (100 euro a certificato), qualsiasi cosa succeda al sottostante. Durante la vita, il prodotto paga premi semestrali con memoria del 2,69% (5,38% annuo), condizionati ad una barriera posta al 4% del sottostante. A questo punto dobbiamo capire chi è il sottostante del certificato. Parliamo del Solactive BTP 10 Annual Comp. Yield Index, ticker Bloomberg SOITA10Y Index, un indice che replica fedelmente il rendimento del BTP decennale italiano (vedi grafico sotto che mette insieme tasso del BTP decennale con andamento dell’indice SOITA10Y Index).
Quindi, il certificato pagherà sempre la cedola semestrale, se il sottostante, nelle date di osservazione semestrali sarà pari o inferiore al trigger cedola, appunto il 4%. Altrimenti la cedola non sarà pagata ma verrà memorizzata. In tal caso, in qualsiasi altra data di osservazione, scadenza inclusa, il sottostante sarà sotto o uguale al livello trigger, il certificato pagherà la cedola del periodo più tutte le cedole non pagate.
Da febbraio 2027, il certificato, con cadenza sempre semestrale potrà andare in rimborso anticipato. Basterà che il SOITA10Y Index sia al di sotto del trigger del 3,1%. In tal caso, il certificato scade, paga il 100% del nominale, più l’ultimo premio ed eventuali premi non pagati.
A scadenza (febbraio 2034), gli scenari sono due:
- Se il sottostante è sotto il livello trigger del 4%, il certificato paga il 100% del nominale più ultimo premio ed eventuali premi non pagati.
- Se il sottostante è sopra il livello trigger del 4%, il certificato non paga la cedola e si perde anche la memoria, dunque eventuali premi in memoria. Il capitale però è protetto sempre al 100%.
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