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Santander lancia in Italia un Cash Collect che paga il 30% in 3 anni
La banca spagnola Santander debutta sul mercato italiano con un nuovo Cash Collect difensivo (barriere 50%) su un basket composto da Enel, Eni, UniCredit e Intesa Sanpaolo. 10% annuo

Santander debutta sul mercato secondario italiano con il suo primo certificato in direct listing. Un’operazione che apre nuove prospettive per gli investitori alla ricerca di rendimento e solidità.
Stiamo parlando dell'ISIN IT0006772211 un classico Cash Collect che punta su un basket italiano molto apprezzato e che a fronte di un'ottima protezione del capitale (barriere al 50%) riesce comunque ad offrire un rendimento del 10% annuo. I sottostanti del paniere worst of sono quattro big cap tra le più amate dagli investitori italiani: Enel, Eni, UniCredit e Intesa Sanpaolo. Una selezione che riunisce quattro protagoniste indiscusse di Piazza Affari, ai vertici del listino per capitalizzazione.
Cedole mensili pari al 10% annuo e barriere al 50%
Il meccanismo di funzionamento dell'ISIN IT0006772211 è quello classico dei Cash Collect, pensato per offrire rendimento periodico anche in caso di andamento negativo dei titoli sottostanti, grazie al meccanismo della barriera protettiva. Tale barriera è fissata al 50% dei livelli iniziali (strike), valida anche a scadenza per il rimborso del valore nominale di 1.000 euro. Detto in altri termini, il certificato continuerà a pagare i suoi premi a patto che nessuno dei quattro titoli del basket worst of perda oltre il 50% dai rispettivi livelli iniziali, fissati alla chiusura della seduta del 4 dicembre.
Le cedole sono mensili e ammontano allo 0,8334% del valore nominale, pari a circa 10% annuo. Da tener presente che tutte le cedole sono con "effetto memoria", una proprietà del payoff che permette all'investitore di recuperare tutti i premi eventualmente non percepiti in precedenza, se tornerà ad essere soddisfatta la condizione per il pagamento: tutti i sottostanti sopra il livello barriera al 50%. Il vantaggio? Basterà che all'ultima data di osservazione di novembre 2028, tutti i titoli saranno osservati con un prezzo sopra la barriera al 50%, per incassare tutte le 36 cedole previste dal prodotto. Visto il valore nominale di 1.000 euro, ogni premio trimestrale vale 8,334 euro, arrivando così ad un flusso cedolare complessivo è di 300 euro.
E' importante ricordare che, essendo un certificato, tutte le cedole dell'ISIN IT0006772211 sono fiscalmente assoggettabili come “redditi diversi”, un grande vantaggio perché permette agli investitori di compensare minusvalenze pregresse in portafoglio. Su questo ricordiamo comunque di informarsi con la propria depositaria sul tipo di compensazione applicata, se a scadenza o immediata.
Durata di 3 anni ma Autocall da settembre 2026
Il prodotto propone quindi un rendimento del 30% nei suoi tre anni di vita, con la scadenza che è prevista per dicembre 2028. Prevista perché l'ISIN IT0006772211 potrebbe non arrivare a scadenza, visto che da settembre 2026 potrà essere rimborsato anticipatamente con il meccanismo dell'Autocall con trigger fisso al 100% degli strike.
Ciò significa che se nelle stesse date di osservazione dei coupon mensili, tutti i sottostanti avranno un prezzo pari o superiore ai rispettivi valori inziali (trigger al 100% degli strike), allora il certificato sarà rimborsato automaticamente al valore nominale (1.000 euro). A questo sarà ovviamente aggiunta la relativa cedola prevista per quella data, oltre a quelle eventualmente non pagate grazie all'effetto memoria.
Di seguito vediamo il calendario dei premi e le date in cui sarà possibile il richiamo anticipato:
Nel caso in cui il certificato di Santander (ISIN IT0006772211) non dovesse andare in rimborso anticipato in modo automatico, alla data di osservazione finale del 27 novembre 2028 sarà osservato, così come per i premi mensili, il rispetto di una barriera profonda al 50% dei valori iniziali. Va da sé che l’unico scenario sfavorevole per l’investitore è quello in cui a scadenza anche un solo titolo del paniere abbia perso più del 50% dal suo valore iniziale.
Se così fosse il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Ad esempio, se il titolo peggiore dei quattro fosse crollato a scadenza del 70%, allora il certificato sarà rimborsato al 30% del valore iniziale, ovvero 300 euro a certificato, più ovviamente tutte le cedole eventualmente già incassate.
Al contrario, se all'appuntamento finale i titoli avranno un prezzo pari o superiore alla barriera, allora l'investitore incasserà il rimborso del valore nominale di 1.000 euro, più tutte le cedole per un totale di 1.300 euro a certificato.
Focus sul basket ISIN IT0006772211
Come abbiamo visto, affinché l'investimento vada a buon fine nessuno dei quattro titoli deve subire una perdita a scadenza superiore al 50% dai rispettivi livelli di strike. Uno scenario molto poco probabile valutando la solidità dei titoli del basket e l'orizzonte temporale relativamente breve di tre anni.
Santander ha infatti scelto un basket di qualità, composto da Enel, Eni, UniCredit e Intesa Sanpaolo, quattro protagonisti del listino italiano e tra i titoli più presenti nei portafogli degli investitori.
Uno dei punti di forza di questo certificato è la bassa volatilità implicita dei sottostanti: Enel (16,84%), Eni (18,15%) e Intesa Sanpaolo (23,87%) si collocano su livelli moderati, mentre UniCredit (29,64%) è leggermente più alta ma bilanciata dagli altri titoli. Questo significa minore rischio di oscillazioni estreme, elemento chiave per strategie di investimento orientate alla stabilità.
Risultato? Un certificato difensivo, con sottostanti liquidi e stabili, capace di affrontare volatilità contenuta e offrire cedole interessanti in un contesto di rischio controllato.
Enel
Enel conferma la sua leadership globale nelle rinnovabili e nella distribuzione elettrica, chiudendo i primi nove mesi del 2025 con ricavi in crescita a 59,7 miliardi (+3,6%) e utile netto ordinario a 5,7 miliardi (+4,5%). L’EBITDA ordinario si attesta a 17,3 miliardi, mentre il management ha deliberato un acconto sul dividendo di 0,23 euro per azione (+7%), in pagamento a gennaio 2026. Il Piano Strategico 2025-2027 prevede investimenti per 43 miliardi, focalizzati su reti resilienti e transizione energetica, anche in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Il titolo Enel si muove vicino ai suoi massimi dal 2021 mostrando un solido +27% da inizio anno.
Eni
Un buon terzo trimestre anche per il colosso petrolifero Eni che ha chiuso il periodo con un utile netto adjusted a 1,2 miliardi e un aumento della produzione a 1,76 milioni barili/giorno (+6% rispetto allo scorso anno). Il gruppo ha alzato la guidance sulla produzione e incrementato il buyback a 1,8 miliardi (+20%), confermando anche il dividendo a 1,05 euro per azione (+5%). Sul fronte strategico, Eni accelera sulla transizione con progetti di bioraffinazione e CCUS, mentre Plenitude ha raggiunto 4,8 GW di capacità rinnovabile, in linea con l’obiettivo di 5,5 GW entro fine anno. Nella giornata di ieri Eni ha siglato un'importante accordo a lungo termine per la fornitura di gas naturale liquefatto (Gnl) con Gulf Development Company, un attore chiave nel settore energetico thailandese. Un accordo che prevede la fornitura di 0,8 milioni di tonnellate di Gnl all'anno per un decennio. Positivo anche l'andamento a Piazza Affari con il titolo che ha superato i 16 euro ad azione sui livelli più alti dal 2018.
UniCredit
UniCredit chiude il terzo trimestre con utile netto record di 2,6 miliardi e 8,7 miliardi nei nove mesi (+13%), confermando la guidance per l’anno a 10,5 miliardi. I ricavi trimestrali salgono a 6,1 miliardi (+1,2%), con costi in calo e un RoTE al 19,1%, tra i più alti in Europa. Il CET1 ratio si attesta al 14,8%, a riprova della solidità patrimoniale. La banca ha già deliberato distribuzioni agli azionisti per almeno 9,5 miliardi, tra dividendi e buyback, con un acconto di 1,43 euro per azione pagato a novembre. I vertici della banca puntano a un utile netto superiore agli 11 miliardi di euro nel 2027 e una crescita a doppia cifra di utile per azione e dividendo per azione nel periodo 2024/2027. Il titolo si muove sui massimi dal 2011 con una performance del +70% da inizio anno.
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo registra i migliori nove mesi di sempre, con utile netto di 7,6 miliardi (+5,9%), di cui 2,4 miliardi nel terzo trimestre, e conferma la prospettiva di chiudere l’anno “ben oltre i 9 miliardi”. Il ROE annualizzato è al 20%, mentre il CET1 ratio si mantiene solido al 13,9%. La banca ha già maturato 5,3 miliardi di dividendi e completato un buyback da 2 miliardi, con un acconto di 0,186 euro per azione pagato a novembre. La strategia punta su commissioni e assicurazioni, riducendo la dipendenza dai tassi e garantendo stabilità e crescita sostenibile. Da inizio anno il colosso bancario guidato da Messina ha guadagnato il 44% tornando così sopra i 5,6 euro ad azione, prezzi del 2007.
Il certificato ISIN IT0006772211 ha fissato i suoi prezzi di riferimento inziale alla chiusura del 4 dicembre:
PRODOTTO IN SINTESI:
- Emittente: Santander (rating: S&P A+ / Moody's A1 / Fitch A)
- ISIN: IT0006772211
- Sottostanti: Enel - Eni - UniCredit - Intesa Sanpaolo
- Cedole: 0,8334% mensile con memoria (10% annuo)
- Barriere: 50% per i premi e per il rimborso a scadenza
- Rimborso anticipato: Autocall da settembre 2026 con trigger fisso al 100%
- Scadenza: 4 dicembre 2028
Un emittente di alto profilo
Uno degli elementi distintivi del Cash Collect con ISIN IT0006772211 è il suo emittente: Banco Santander. Fondata nel 1857 a Santander, in Spagna, la banca è cresciuta fino a diventare uno dei principali gruppi bancari a livello mondiale, con una forte presenza in Europa e America Latina. Oggi Santander è riconosciuta per la sua solidità finanziaria, la diversificazione geografica e l’attenzione all’innovazione. Il gruppo vanta un rating, S&P A+ / Moody's A1 / Fitch A, tra i migliori del settore bancario europeo, confermando la sua affidabilità e capacità di operare in contesti complessi. Tale prestigio offre un maggior senso di sicurezza anche per gli investitori più avversi, visto il rischio emittente fortemente limitato.
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