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Tra guerra ed energia: il Cash Collect che cavalca i temi più forti
Nuovo Memory Cash Collect per cercare di cavalcare l'attuale contesto geopolitico. Cedole mensili dello 0,95% (11,4% annuo) e barriere al 55%. I sottostanti? Leonardo, Eni e Renault. Prezzo a sconto

Gli equilibri geopolitici ed economici globali si stanno ridefinendo giorno dopo giorno. Non si parla più solo del conflitto tra Russia e Ucraina, delle tensioni tra India e Pakistan o della guerra commerciale tra le grandi potenze. Nell'ultima settimana è infatti tornata prepotentemente sotto i riflettori l’instabilità del Medio Oriente, con le ripercussioni sui mercati finanziari che non si sono fatte attendere.
Un contesto in cui settori come la difesa, l'energia e l'industria strategica tornano ad essere i grandi temi centrali, alimentati dai budget militari in espansione e da una nuova corsa alla sicurezza nazionale e all’autonomia strategica.
Ed è proprio da queste premesse che nasce un nuovo certificato d'investimento con cedole mensili pari all'11,4% annuo e una barriera ampia al 55%, pensato per cavalcare i megatrend che dominano il contesto attuale: riarmo globale, tensioni sul petrolio e riconversione industriale. Si tratta del Memory Autocall Cash Collect di Vontobel (ISIN DE000VK6PWV5) che punta sul basket worst of composto da Leonardo, Eni e Renault. Tre storie diverse ma che rappresentano un modo alternativo per cercare di cavalcare l'attuale e intricato contesto di mercato.
Il prodotto è stato emesso ieri 19 giugno e ha dunque fissato i suoi prezzi di riferimento iniziali il giorno dopo la flessione di Renault causata dall'uscita di de Meo dal management del gruppo. Al momento, però, il titolo peggiore del paniere è Leonardo che sta riprendendo fiato dopo il lungo rally rialzista, con tre settimane consecutive di ribassi (-2% circa dal suo strike). Per questo il prezzo del prodotto si trova già a sconto sul mercato a quota 98,5 euro, un’opportunità interessante per chi acquista ora lo strumento.
Focus sul basket
La scelta dei sottostanti del basket worst of di oggi (ISIN DE000VK6PWV5) è frutto di un'analisi semplice ma efficace. L'idea è infatti quella di offrire un'esposizione non asimmetrica su tre aziende in grado di beneficiare direttamente o indirettamente dall'attuale contesto geopolitico.
LEONARDO è il simbolo del settore difesa italiano, con commesse in forte crescita, una pipeline ben diversificata e un posizionamento strategico rafforzato dal riarmo globale. Il titolo negli ultimi anni ha corso molto è vero, ma le prospettive restano robuste: il consensus degli analisti da Bloomberg vede ancora una forte prevalenza di pareri "Buy", con nessuno che dice ancora "Sell" e un prezzo obiettivo a 12 mesi a 53 euro.
Nonostante il fisiologico ritracciamento dai recenti massimi storici di fine maggio, il titolo rimane comunque la miglior blue chip del 2025 con un guadagno del +82%.
Negli ultimi giorni, in occasione del Salone Internazionale di Parigi-Le Bourget, Leonardo ha annunciato la costituzione di una joint venture con la turca Baykar Technologies dedicata allo sviluppo di tecnologie per sistemi a pilotaggio remoto. I due player saranno azionisti paritetici (50% ciascuno) della nuova società, denominata LBA Systems, che avrà sede legale e operativa in Italia. L'obiettivo della Joint venture? La progettazione, lo sviluppo e la produzione di sistemi aerei a pilotaggio remoto, tecnologie sempre più strategici in un contesto di alta tensione bellica come quello attuale.
Nel certificato ISIN DE000VK6PWV5, Leonardo ha fissato il suo prezzo strike iniziale a quota 47,6 euro, con la sua barriera al 55% che, come vediamo dal grafico qui sotto, si va dunque a posizionare a 26,23 euro ad azione.
ENI resta protagonista grazie al rafforzamento del petrolio che, in scia alle tensioni legate al Medio Oriente, ha toccato il suo prezzo massimo degli ultimi 5 mesi. Il cane a sei zampe è uno dei grandi nomi dell’energia in Europa e in un mondo che torna a ragionare in termini di autonomia energetica e stabilità delle forniture, il gruppo italiano può continuare a beneficiare di un petrolio più forte e di una domanda nonostante tutto sostenuta.
Eni ha fissato il suo prezzo iniziale (17 giugno) a 14,1 euro, con la barriera premi e scadenza che va dunque a posizionarsi a quota 7,75 euro, su livelli molto profondi per il titolo (prezzi di inizio 2021).
RENAULT, seppur meno intuitiva, rappresenta un’interessante proxy industriale: il gruppo è infatti coinvolto in alcune attività riconducibili alla difesa e, più in generale, può interpretare il trend di riconversione industriale europea che accompagna le tensioni globali. Teniamo presente che solo qualche settimana fa, il gruppo automobilistico è stato contattato dal ministero delle Forze Armate francese per valutare un possibile coinvolgimento nella produzione di droni. Una notizia che è arrivata in seguito alle dichiarazioni del ministro francese Sébastien Lecornu, che aveva preannunciato la creazione di una partnership tra una "grande azienda automobilistica francese" e una piccola impresa della difesa per avviare linee produttive di droni sul suolo ucraino. Un elemento chiave per lo sviluppo di questo progetto è il ruolo dello Stato francese, che ad oggi è il primo azionista del gruppo visto che detiene il 15% del capitale di Renault, un fattore che avrà indubbiamente un peso importante nelle decisioni strategiche di Renault. Tuttavia, ora il gruppo dell'auto francese è alle prese con la nomina di un nuovo amministratore delegato dopo l'uscita dal management di Luca de Meo che, dopo 5 anni, a metà luglio non sarà più l'AD di Renault.
Renault è stata uno die pochi gruppi automobilistici a non aver emesso alcun profit warning lo scorso autunno, con il prezzo delle sue azioni che con la guida del manager italiano sono aumentate di circa il 90%, la casa automobilistica con le migliori performance in tutta Europa.
Come vediamo dal grafico settimanale rappresentato qui sotto, Renault ha fissato il suo prezzo strike (linea blu) a 39,6 euro, dopo la flessione innescata dall'uscita di De Meo dal management del gruppo. Ciò permette al certificato di avere una barriera al 55% sul titolo ancora più ampia in area 21 euro (linea rossa), in prossimità di un'importante zona supportiva per il titolo.
Nella tabella qui sotto vediamo i prezzi strike e i rispettivi livelli barriera dei tre titoli nel certificato ISIN DE000VK6PWV5
Caratteristiche del certificato ISIN DE000VK6PWV5
Semplice ma mirata la struttura del nuovo payoff di Vontobel (ISIN DE000VK6PWV5). Questo perché si tratta di un classico Cash Collect in grado di offrire premi mensili con memoria dello 0,95% (11,4% annuo), condizionati al rispetto di una barriera di protezione ampia al 55% dei livelli di riferimento iniziali (strike) dei tre sottostanti.
Detto in altre parole, per continuare a incassare le cedole mensili del certificato basta che nessuno dei tre sottostanti del basket worst of perda oltre il 45% dai rispettivi livelli strike, fissati alla chiusura della seduta del 17 giugno.
Rendimento del 34,2% nei 3 anni di vita
Sui premi mensili è importante tener sempre presente che sono con "effetto memoria", una caratteristica che permette all'investitore di recuperare tutte le cedole eventualmente non pagate in precedenza, se tornerà ad essere soddisfatta la condizione per il pagamento, ovvero tutti i tre sottostanti del basket sopra il livello barriera. Il vantaggio? Basterà che all'ultima data di osservazione di giugno 2028, tutti i titoli verranno osservati con un prezzo superiore alla barriera premi e scadenza al 55%, per incassare tutte le 36 cedole previste dal prodotto (ISIN DE000VK6PWV5).
Visto il valore nominale di 100 euro, ogni cedola mensili vale 0,95 euro, arrivando così ad offrire un flusso cedolare complessivo di 34,2 euro.
Teniamo anche presente che dal punto di vista fiscale, tutte le plusvalenze realizzate dal certificato sono considerabili come “redditi diversi”, una peculiarità di questi strumenti e che permette agli investitori di compensare eventuali minusvalenze pregresse in portafoglio. Su questo ricordiamo comunque di informarsi con la propria depositaria sul tipo di compensazione che applica, se a scadenza o immediata.
Possibile l'Autocall da marzo 2026
Il prodotto propone quindi un rendimento totale del 34,2%, ovvero l'11,4% annuo considerando la sua durata prevista di 3 anni. Dico prevista perché l'ISIN DE000VK6PWV5 potrebbe non arrivare alla sua data di scadenza, dato che a partire dal nono mese di vita (marzo 2026) potrebbe essere rimborsato anticipatamente con il meccanismo dell'Autocall con trigger decrescente dal 100% all'80% (step down semestrale del 5%).
Ciò significa che se nelle stesse date di osservazione dei coupon, tutti i sottostanti avranno un prezzo pari o superiore ai rispettivi livelli trigger Autocall, allora il certificato sarà rimborsato anticipatamente in modo automatico al valore nominale. A questo sarà ovviamente aggiunta la relativa cedola prevista per quella data, oltre a tutte quelle eventualmente non pagate grazie all'effetto memoria.
Di seguito vediamo il calendario dei premi e le date in cui sarà possibile il richiamo anticipato con i relativi trigger autocall level:
Scadenza a giugno 2028
Nel caso in cui il certificato non dovesse andare in Autocall, alla sua data di osservazione finale del 19 giugno 2028 sarà osservato, così come per i premi mensili, il rispetto di una barriera al 55% dei valori iniziali. Va da sé che l’unico scenario in cui l’investitore subisce una perdita del capitale si verifica se, a scadenza, anche un solo titolo del paniere registra un prezzo inferiore a tale barriera. Se così fosse il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Ad esempio, se il titolo peggiore dei tre fosse crollato a scadenza del 70%, allora il certificato sarà rimborsato al 30% del valore iniziale, ovvero 30 euro a certificato.
Al contrario, se all'appuntamento finale i tre titoli avranno un prezzo pari o superiore alla barriera scadenza al 55%, allora l'investitore incasserà il rimborso del valore nominale di 100 euro, più tutte le cedole per un totale di 134,2 euro a certificato.
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