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Ultime ore per la prima maxi cedola incondizionata da 12% di Marex

È iniziato il countdown per la prima maxi cedola incondizionata del 12% offerta dal Double Maxi ISIN IT0006768045 di Marex. Ultima cum date 19 giugno ed a settembre un altro maxi premio fisso del 16%

Autore: Team Soluzioni di Investimento
Linee luminose su sfondo scuro che simboleggiano dati in movimento.

Si avvicina sempre più il primo traguardo intermedio per il Double Maxi Cash Collect con ISIN IT0006768045 di Marex. Costruito su un basket composto da tre dei maggiori rappresentanti del tech americano come Tesla, Nvidia e Meta, il prossimo 19 giugno vedrà l’ultima data utile per essere inserito in portafoglio e poter beneficiare della prima delle due maxi cedole previste, in questo caso pari al 12% e rigorosamente incondizionata. Caratteristica principale del certificato, infatti, è la presenza di ben due maxi cedole incondizionata, previste per giugno e settembre rispettivamente del 12% e 16%. Condizione fondamentale per riceverle entrambe sarà quella di inserire in portafoglio il certificato al più tardi del 19 giugno, ultima cum date prevista per la prima cedola o entro il 18 settembre per poter incassare solo la seconda.

Successivamente al pagamento delle due cedole iniziali, il certificato offre la possibilità di ricevere cedole trimestrali dello 0,5% (2,00% per anno), con memoria e condizionate ad una profonda barriera posta al 55% dei valori iniziali dei rispettivi sottostanti.

Da sottolineare anche la possibilità di richiamo anticipato tramite meccanismo di Autocall, con trigger fisso posto al 100% dei valori iniziali, a partire dal nono mese (dicembre 2025). A scadenza (marzo 2028) protezione del capitale condizionata ad una barriera sempre posta al 55% dei valori iniziali.

La struttura

12% e 16% incondizionati subito, 2% p.a. a seguire

La caratteristica distintiva del prodotto è la presenza, di due primi maxi pagamenti previsti già per giugno e settembre, incondizionati, pari al 12% e 16%. Ricordiamo ancora che l’ultimo giorno utile per acquistare il certificato e avere diritto ad entrambi i flussi è il 19 giugno, ultima cum date prevista per la prima cedola o entro il 18 settembre per poter incassare solo la seconda.

Successivamente al primo pagamento incondizionato, il certificato prevede la possibilità di incassare coupon trimestrali con memoria pari allo 0,5% (2,00% p.a.), condizionati ad una barriera profonda del 55% rispetto agli strike iniziali dei tre sottostanti.

Questo significa che permette in caso di mancato raggiungimento delle condizioni necessarie al pagamento ad una delle date di osservazione (i.e. uno o più dei tre sottostanti osservato al di sotto del 55% del suo strike iniziale), di non perdere la cedola prevista ma bensì “conservarla” in memoria, per poi venire pagata alla prima data di osservazione in cui le condizioni dovessero presentarsi , insieme a quella prevista per la data in oggetto

Entrambe le maxi cedole, così come le successive, saranno classificate fiscalmente come “redditi diversi”. Questa particolarità tipica dei certificati contribuisce a rendere il titolo la soluzione fiscalmente più efficiente tra i certificati d’investimento, permettendo di portare in compensazione tutti i flussi generati con le eventuali minusvalenze accumulate nei 4 periodi d’imposta precedenti. È comunque bene verificare con la propria depositaria la tipologia di compensazione applicata: se immediata o a scadenza. Nel caso infatti di compensazione immediata, ovvero registrata nel momento stesso in cui viene incassata la cedola, essa può essere portata a compensazione delle minus in portafoglio immediatamente. D’altro canto, in caso di compensazione a scadenza, l’effettiva compensazione con le minusvalenze avverrebbe solo a scadenza, in caso di rimborso anticipato o in caso di chiusura dell’investimento da parte dell’investitore. Facile intuire come tra le due alternative la prima risulti decisamente più efficiente rispetto alla sua controparte a scadenza: in quest’ultima, infatti, se si decidesse di “forzare” il processo di compensazione disinvestendo appena dopo che la maxi cedola iniziale sia stata pagata, lo scorporo della stessa dal prezzo di mercato genererebbe nuove minusvalenze, spostando semplicemente il problema invece che risolverlo. Un metodo meno efficiente come detto rispetto alla compensazione immediata, ma che comunque permette di “guadagnare tempo”, dando così la possibilità all’investitore di programmare il recupero su un orizzonte temporale più ampio ed in maniera più qualitativa.

Possibilità di richiamo anticipato

A partire dal nono mese (dicembre 2025), nelle stesse date previste per il pagamento dei coupon, il certificato potrà essere rimborsato anticipatamente. Se, in una di queste date, tutti i sottostanti verranno osservati ad un valore pari o superiore ai rispettivi valori iniziali il certificato sarà richiamato anticipatamente al valore nominale, a cui si aggiungerà la cedola corrispondente.

Qui di seguito uno specchietto del calendario eventi previsto per il titolo in questione:

Scenari a scadenza

Se il Maxi Cash Collect non dovesse essere rimborsato anticipatamente, arrivando quindi alla scadenza prevista nel marzo 2028, saranno previsti due possibili scenari:

  • Se alla data di osservazione finale tutti e tre sottostanti dovessero essere osservati con valori superiore al livello di barriera finale, prevista per il 55% del fixing iniziale, il certificato rimborserà 100% del valore nominale a cui verrà aggiunta la relativa cedola (e le cedole eventualmente non pagate).
  • Altrimenti il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. In tal caso, se ipotizziamo che il titolo peggiore dei tre crolli del 70% dal suo valore iniziale, allora il certificato sarà rimborsato a 300 euro (30% del valore iniziale) a cui ricordiamo andranno aggiunte le due maxi cedole del 12% e 16%, perché incondizionate, generando così un rimborso effettivo di 580 euro per certificato.

Focus sul basket

Tesla

Tesla è stata al centro di diverse discussioni intrattenute principalmente tra Musk e l’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump che, come è facilmente intuibile, si sono tradotte in decisi movimenti di mercato sul titolo. I botta e risposta tra i due, prima accusatori e poi ritracciati nei toni, hanno inizialmente spinto il titolo verso un forte ribasso, per poi rimbalzare notevolmente fino ad assestarsi su livelli soliti a Tesla. Le discussioni tra Musk e Trump si aggiungono comunque in un contesto molto sfidante per l’azienda, chiamata a dover fronteggiare uno scenario macro economico fatto di forti concorrenze e ad una rinnovazione interna in termini di offerta, a cui legare ovviamente l’immagine stessa del marchio ormai legato a doppio filo con l’attuale amministrazione USA. Tesla quota attualmente in area 331 USD, con il valore iniziale per il certificato in questione fissato a 248,09 USD e l’unica barriera prevista a 136,4495 USD.

Meta

Meta prosegue la sua strategia di investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale e si prepara ad annunciare la sua acquisizione più significativa: l’acquisto del 49% di Scale AI per un valore stimato di circa 15 miliardi di dollari. Scale AI è un’azienda leader nella raccolta e gestione di dati per l’addestramento dei modelli di AI. Con questa operazione, Alexander Wang, CEO di Scale AI, è destinato a ricoprire un ruolo di primo piano nel nuovo “Superintelligence Lab” che Mark Zuckerberg sta creando all’interno di Meta. Meta quota attualmente in area 700 USD, con il valore iniziale per il certificato in questione fissato a 619,56 USD e l’unica barriera prevista a 340,758 USD.

Nvidia

Nvidia si conferma leader indiscussa nel settore dei semiconduttori, grazie al dominio nel mercato delle GPU per intelligenza artificiale e data center. Tuttavia, la società ha recentemente risentito delle restrizioni imposte dall’amministrazione statunitense sull’export di chip avanzati verso la Cina. Nel primo trimestre fiscale concluso ad aprile, Nvidia non ha potuto esportare chip H20 per un valore di 2,5 miliardi di dollari. Per il secondo trimestre dell’anno fiscale 2026, l’azienda prevede un fatturato di 45 miliardi di dollari, leggermente al di sotto delle attese di 45,66 miliardi, principalmente a causa dell’impatto delle restrizioni, che si stima abbiano inciso per circa 8 miliardi di dollari. Nvidia quota attualmente in area 143 USD, con il valore iniziale per il certificato in questione fissato a 115,74 USD e l’unica barriera prevista a 63,657 USD.


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