Climate Change - I sedici punti di non ritorno
I Climate tipping points sono punti di svolta nella crisi climatica, superati i quali le conseguenze sono irreversibili, con un pericoloso impatto sull’umanità.

Fatto
Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico ha definito i cosiddetti punti di non ritorno come “soglie critiche in un sistema che, se oltrepassate, possono alterare sensibilmente lo stato del sistema, spesso con la consapevolezza che il cambiamento è irreversibile”.
Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change) è il foro scientifico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) e il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) allo scopo di studiare il riscaldamento globale.
Ad oggi gli scienziati hanno identificato almeno 16 punti di non ritorno, che potranno verificarsi con un innalzamento delle temperature sopra 1,5°C.
I Climate tipping points sono punti di svolta nella crisi climatica, superati i quali le conseguenze sono irreversibili, con un pericoloso impatto sull’umanità.
Nella mappa in alto è indicata la posizione dei punti di non ritorno nella criosfera (blu), nella biosfera (verde) e nell’oceano/atmosfera (arancione) e i livelli di riscaldamento globale ai quali verranno probabilmente attivati. Il colore degli indicatori esprime la stima della soglia centrale di riscaldamento globale inferiore a 2°C, ovvero all’interno dell’intervallo dell’accordo di Parigi (arancione chiaro, cerchi); tra 2 e 4°C, cioè accessibile con le attuali policy (arancione, rombi); e 4°C e oltre (rosso, triangoli).
Di recente, l’Agenzia britannica per la ricerca e l’invenzione avanzate ha erogato 81 milioni di sterline a 27 team che stanno cercando di sviluppare un sistema preventivo di allarme in grado di prevedere imminenti catastrofi climatiche.
Il progetto è incentrato su due punti di non ritorno: il collasso sia della calotta glaciale in Groenlandia che delle correnti oceaniche fondamentali.
Effetto
I seguenti ETF emessi da Axa Investment Managers sono focalizzati sui temi del clima e della biodiversità. Sono allineati attivamente agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDG) e classificati come articolo 8 in base al regolamento SFDR e si pongono il duplice obiettivo di garantire una crescita finanziaria a lungo termine e un impatto positivo e misurabile sull'ambiente. Questi ETF contribuiscono a rispondere alla forte domanda di ETF tematici e azionari da parte degli investitori italiani.
La composizione dei due ETF è identica, ma il primo è denominato in USD (rischio cambio), mentre il secondo adotta la copertura del cambio EURO/USD.
Axa IM Act Climate Equity Ucits Etf - (Usd) Accumulazione
Isin IE000Z8BHG02 (ACLU.MI)
Da inizio 2025: +3,7%
La gestione è attiva. L'ETF investe in titoli azionari dei mercati sviluppati ed emergenti di tutto il mondo. I titoli sono selezionati su criteri di sostenibilità e fondamentali con un focus sulla protezione del clima e replica fisicamente l'indice AXA IM ACT Climate Equity. L'ETF è domiciliato in Irlanda. Commissioni totali annue (TER) 0,50%. I dividendi vengono accumulati e reinvestiti nell'ETF. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. I primi tre titoli sono: Nvidia, Cadence Design Systems, Autodesk. Leggi il documento KID.
Axa IM Act Climate Equity Ucits Etf - (Euro Hedged) Accumulazione
Isin IE000E66LX20 (ACLE.MI)
Da inizio 2025: +4,0%
La gestione è attiva. L'ETF investe in titoli azionari dei mercati sviluppati ed emergenti di tutto il mondo. I titoli sono selezionati su criteri di sostenibilità e fondamentali con un focus sulla protezione del clima e replica fisicamente l'indice AXA IM ACT Climate Equity. L'ETF è domiciliato in Irlanda. Commissioni totali annue (TER) 0,53%. I dividendi vengono accumulati e reinvestiti nell'ETF. Valuta di denominazione EURO. Valuta di quotazione EURO. Leggi il documento KID.

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